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Le origini delle vaccinazioni moderne
Quali sono i vaccini in Italia
Le
origini delle vaccinazioni moderne
Dall'immunità congenita o da quella acquisita con
le malattie si è venuti al concetto della vaccinazione
I Popoli primitivi sapevano che si può, tramite inoculazioni ripetute,
premunirsi contro l'effetto di tossici e veleni.
• I Boscimani praticano un'incisione vicino al morso di un serpente e
vi introducono un pizzico di ghiandole velenifere precedentemente asportate
ad altri serpenti, e disseccate.
• Gli indigeni della Colombia utilizzano del siero nel quale sia stato
fatto macerare fegato di serpente.
• I Cinesi praticavano la vaiolizzazione preventiva sia per mezzo dell'abbigliamento
forzato con vestiti provenienti da un malato in piena fase di suppurazione,
sia con delle pustole disseccate e conservate per un anno e quindi introdotte
in una narice (la sinistra per i maschi, la destra per le femmine).
• Ippocrate scrive nel Trattamento dei Luoghi nell'uomo: «Vomitus
vomitu curantur».
• Plinio insegna che: «Est limus salivae sub lingua rabiosi canis
qui, datus in potu, fieri hydrophobos non patitur»C'è sotto la
lingua di un cane arrabbiato un limo formato dalla sua saliva che, bevuto, preserva
dalla rabbia.
• Dioscoride di Anazarbo (75 d.C.) raccomanda di far mangiare agli idrofobi
il fegato del cane che li ha morsi, ed anche, di mangiare dei lombrichi arrostiti
contro le malattie dovute ai vermi.
• Aetius d'Antiochia(fine del V sec. d.C.) dice che là dov'è
il male, vi è anche il rimedio: egli raccomanda di schiacciare lo scorpione
sulla puntura che ha appena dato, di mangiare la carne della vipera che ha appena
morso .
Mitridate si premuniva contro gli avvelenamenti succhiando del sangue di anitra,
alla quale aveva fatto ingerire delle dosi progressivamente crescenti dei veleni
i più svariati.
Tucidide descrivendo la peste di Atene nel 429 a. C. faceva conoscere che "i
guariti di tale morbo di rado ammalavano una seconda volta e mai mortalmente"
osservazione che fece maturava l'idea di procurarsi o meglio di creare artificialmente
una forma attenuata di malattia per prevenirne una peggiore. Paracelso (1493-1541),
consiglia la utilizzazione medica di prodotti morbosi e formula la terapia basata
sul simile: «I simili guariscono i simili: lo scorpione guarisce lo scorpione,
il mercurio, il mercurio... Il veleno è mortale per l'uomo, salvo che
nel caso in cui nell'organismo esso non ne trovi un altro con il quale poter
lottare, in questo caso l'uomo ritorna in salute».
Egli impiega, a questo scopo, delle dosi debolissime del veleno in questione.
Nel suo «Archidoxes», raccomanda: l'estratto di fiele di bue per
le cirrosi epatiche e l'estratto splenico per le «ostruzioni» della
milza. Indica il siero sanguigno per arrestare le emorragie e consiglia anche
l'uso terapeutico dei prodotti opoterapici.
Oswald Crollius XVI secolo nel trattato Signatures et Correspondences consiglia
l'utilizzazione di un isopatico:
«Per arrestare l'eccesso mestruale delle donne, bisogna prendere tre o
quattro gocce suo stesso sangue mestruale, scegliendo tuttavia il più
limpido, e farlo bere alla suddetta paziente senza che essa ne sappia nulla,
e senza dubbio ciò basterà ad arrestare l'emorragia... il morso
di topo si guarisce con la polvere ottenuta avendo fatto prima bruciare quel
medesimo topo... gli scorpioni apportano anch'essi la guarigione come gli altri
animali ed infatti, in Provenza, si usa schiacciare lo scorpione tra due pietre
ed applicarlo quindi sulla puntura, ed in questo modo il male se ne va da dove
è venuto».Robert Fludd, ricercatore Gesuita irlandese secolo XVII
curava i tisici con le diluizioni dei loro stessi sputi.
I vermi espulsi dall'organismo, seccati, polverizzati e somministrati
per via interna, uccidono i vermi.
Lo sputo del un tisico guarisce, dopo un'appropriata preparazione la tisi.
La milza umana, che abbia precedentemente subito una particolare preparazione,è
un rimedio contro la milza ingrossata.
Il calcolo della vescica e del rene guarisce e fa dissolvere i calcoli».Athanasiu
Kircher, nella sua opera Magnes sive de arte magnetica : «Gli avvelenamenti
sono generalmente guariti dai loro controveleni.
Così, il morso di un ragno sarà guarito dall'applicazione di un
ragno, la puntura di scorpione dall'applicazione dello scorpione, il veleno
di un cane arrabbiato viene eliminato dal corpo per mezzo dell'applicazione
dei peli dello stesso cane».
Nel Traité des Poisons : «Ubi morbus, ibi etiam medicamentum morbo
illi opportunum»
(Là dov'è la malattia, c'è anche il rimedio opportuno per
la malattia stessa).
Nel XVIII secolo Lady Montague, moglie dell'ambasciatore inglese a Costantinopoli,
fece vaccinare i suoi bambini
con estratti di pustole del vaiolo. Il professore Philippus Netter, di Venezia,
consigliava il pus disseccato di un bubbone della peste per la cura della peste.
Francis Home, di Edimburgo , utilizzava il sangue degli ammalati di rosolia
contro tale malattia.
Le prime pratiche empiriche della vaccinazione risalgono
agli antichi Cinesi ed Indiani presso cui era in uso la profilassi antivaiolosa
coll'innesto di materiale preso dall'uomo ammalato di vaiuolo da cui si prendevano
e s'innestavano le squame delle pustole con norme speciali spesso cinte anche
da mistero, ovvero innestavano lo stesso pus estratto dalle pustole.
Tale pratica dall'Oriente passò attraverso l' Asia Minore a Costantinopoli
dove per mezzo di donne circasse venne a conoscenza di Lady Worthley Montague,
moglie dell'ambasciatore inglese a Costantinopoli.
Costei trasferendone l'uso in Inghilterra nel 1721 volle farla praticare in
persona di suo figlio col contenuto di pustole di ammalato di vaiuolo e poi
ottenne mercè della sua insistenza favorita anche dalle ricorrenti epidemie
che tale pratica fosse accolta nei pubblici servizi in Inghilterra.
Gli inconvenienti e le disgrazie causate in seguito all'estensione di tale metodo
di vaccinazione furono molteplici, fra cui quello di propagare altre malattie,
specialmente la sifilide; cosicchè si cercò di mettervi riparo
e nel 1768 Sutton e Fewster fecero rilevare che le persone, specialmente i vaccai
che mungevano le vacche, affette da pustole di vaiuolo al capezzolo delle mammelle
contraevano una eruzione pustolosa sulle dita delle mani. E che tali individui
se erano stati affetti precedentemente da siffatta eruzione pustolosa restavano
immuni dal contagio nelle epidemie di vaiuolo o tutt'al più ne ammalavano
di una forma leggera.
Così s'intraprese ad inoculare il pus dalle pustole delle vacche, ma
dapprima con molto scetticismo giacchè per quanto Iobst Besc avesse insistito
sulla pratica di tale metodo e nel 1791 Plett nelle vicinanze di Kiew avesse
avuto un risultato sicuro col pus vaccinico in tre bambini che rimasero immuni
dal vaiuolo, mentre ne furono colpiti i loro fratelli, pur tuttavia il merito
del passaggio dalla variolizzazione alla vaccinazione si deve a Jenner che nel
1796 dapprima fece la vaccinazione prendendo del pus d'una ragazza vaccaia affetta
dell'infezione pustolosa nelle mani ed innestandolo ad altri bambini con esito
positivo e poscia adoperando addirittura il materiale dalle pustole vaiolose
delle vacche.
La quale malattia negli animali si chiama precisamente vaccina, donde il vaccino
Jenneriano che altro non è se non la linfa estratta da una pustola vaccinica
e quindi il pus vaccinico; da cui è scaturita la parola ed il metodo
di vaccinazione coniata molto dopo, ai primi dell'800, in Francia con tono derisorio.al
posto del pericoloso virus umano subentrava lo stesso virus ridotto a giusta
e stabile attenuazione mediante il passaggio attraverso l'organismo della vacca;
attenuazione fortuita e naturale, ma di cui non si potè trovare simile
per altre malattie e per cui la scoperta di Jenner rimase sterile per quasi
un secolo.HANHEMANN fu molto influenzato da Jenner per la messa a punto del
METODO OMIOPATICO
Louis Pasteur nel 1879 studiando con i suoi discepoli
Chamberland e Roux il colera dei polli osservò che mentre le culture
fresche del microbo di tale infezione erano virulentissime ed uccidevano i polli,
quelli invece iniettati con vecchie culture abbandonate da lui durante le vacanze
o non ammalavano, ovvero erano affetti da uno stato leggero di malattia. Egli
ebbe allora l'idea di iniettare delle culture recenti a questi polli e ad altri
nuovi da servire per testimoni o controllo.
Questi morirono nel tempo abituale, ma quelli che iniettati con cultura vecchia
avevano subita una lieve malattia,
con la seconda inoculazione di culture virulente sopravvissero.
Fatto di cui a Pasteur non sfuggì il significato e cioè la possibilità
di potere creare delle infezioni di poca entità con culture attenuate
per prevenire le gravi infezioni.
Era il principio di Jenner esteso ad altre malattie che il Pasteur rese pratico
anche nelle vaccinazioni della rabbia e del carbonchio.
L'antica vaccinazione era rappresentata dal vaccino antivaiuoloso e da quello
antirabbico e di cui la tecnica di manipolazione era ben diversa da quella dei
vaccini preparati dopo col metodo del Wright, mercè la cui opera si sono
aggiunti altri vaccini sia profilattici che terapeutici. Essi erano costituiti
da emulsione di germi uccisi, cioè di tossine intracellulari o da batteri
resi inattivi mediante il calore o mediante sostanze chimiche, come l'etere
etilico a saturazione adoperato da Vincent.
I primi usati da Jenner e Pasteur per il vaiuolo, la rabbia, il carbonchio furono
detti vaccini viventi, quelli di Wright e Vincent furono detti in emulsione
sterilizzati; le vaccinazioni alla Wright e Vincent non sono in sostanza che
le antiche iniezioni Pastouriane trasportate nell'uomo con tutti quegli accorgimenti,
con tutte quelle cautele che sono suggerite dalla delicatezza e dal valore dell'individualità
umana.
Così dicasi ad es. del vaccino antitifico per cui il Galleotti consigliava
la miscela del bacillo di Ebert e del paratifo B.;
laddove il Castellani consigliava la miscela del trivaccino e cioè la
miscela del bacillo Ebertiano, del paratifo A. e del paratifo B., specialmente
che questo serve a vaccinare masse intere di individui come le truppe.
E nella stessa guisa il Melitense il colibaccillare, ecc.
Ci sono poi i vaccini creati per derivazione dalle esotossine di quei batteri
a cui si sono potute estrarre e questi vaccini hanno subito diverse manipolazioni
da Behring, Park, Ramon, ecc.
NEL NOSTRO SECOLO SI POSSONO DIVIDERE TRE PERIODI:
• 1885-1917= vaccino vivente della rabbia-vaccini batterici ad elementi
uccisi (peste, colera, febbre tifoide, pertosse)-vaccino contro Rickettsia rickettsii.
• 1921-1945=vaccini viventi attenuati batterici e virali-vaccini inattivati
(virus influenzali e Rickettsia Prwazeki)-vaccini con immunogeni purificati
(anatossina difterica e tetanica) e polisaccaridi pneumococcici.
• Dal 1948 ad oggi=vaccini virali viventi attenuati (antipolio Sabin,
morbillo, rosolia, parotite, varicella)-vaccini batterici vivi attenuati(antitifoideo)-vaccini
virali inattivati (antipolio Salk, epatiteB, Rabbia)-vaccini a base di polisaccaridi
meningococcici-vaccini creati con l'ingegneria genetica e tecnica del DNA ricombinante-
vaccini idiotipici
Quali
sono i vaccini in Italia
VACCINAZIONI OBBLIGATORIE PER LEGGE
BAMBINI
In Italia sono obbligatorie per tutti i nuovi nati le vaccinazioni contro difterite, tetano, poliomielite, epatite virale B.
Ben prima di altri Paesi europei l’Italia ha eliminato la poliomielite (ultimi casi indigeni nel 1982), di cui è stata ufficialmente certificata l’eradicazione a livello europeo nel giugno 2002.
L’ultimo caso di difterite in età pediatrica in Italia (peraltro in una bambina non vaccinata) risale al 1991 e da diversi decenni non si registrano casi di tetano in età pediatrica o adolescenziale; inoltre, l’incidenza dell’epatite virale B ha subito, dal 1991 ad oggi, una riduzione superiore all’80% nei gruppi di età destinatari dell’intervento vaccinale (0-14 e 15-24 anni).
Difterite
Il vaccino antidifterico è costituito da anatossina difterica, cioè dalla tossina originaria resa innocua mediante procedimenti chimici che conservano però la sua capacità di stimolare la produzione di anticorpi protettivi. Il calendario vaccinale, in vigore dal 1999 prevede tre dosi nel primo anno di vita (al 3°, 5° e 12° mese), seguite da due richiami rispettivamente a 5-6 anni, e tra 11 e 15 anni. Ulteriori richiami sono raccomandati a cadenza decennale.
I vaccini contro la difterite sono disponibili in formulazione pediatrica e per adulti. La formulazione pediatrica è utilizzata per il ciclo primario ed i richiami fino a 6 anni di età.
La formulazione per adulti ha un ridotto contenuto di anatossina rispetto a quella pediatrica e viene utilizzata per le dosi di richiamo oltre i 6 anni e per la vaccinazione di adolescenti e adulti.
La vaccinazione antidifterica, a ciclo ultimato, conferisce una protezione pressoché totale.
La durata della protezione nel tempo è molto lunga ed è ulteriormente garantita dall'esecuzione dei richiami.
Tetano
Il vaccino antitetanico è costituito da anatossina tetanica, cioè dalla tossina originaria resa innocua mediante procedimenti chimici che conservano però la sua capacità di stimolare la produzione di anticorpi protettivi.
Il calendario vaccinale è lo stesso della difterite. Il ciclo di base è costituito da tre dosi di vaccino, da praticare entro il primo anno di vita del bambino (al 3°, 5° e 12° mese). Una dose di richiamo (associata con le componenti contro la difterite e la pertosse - DTaP) viene eseguita nel 6° anno e un’altra a 14 anni (tetano, difterite a ridotto contenuto di anatossina e pertosse - Tdap).
Come per la difterite, dal 1998 ad oggi sono stati introdotti in commercio numerosi prodotti combinati ad altri componenti, in cui l’anatossina tetanica è associata, oltre che ai vaccini antidifterico ed antipertosse acellulare, anche all’anti Haemophilus influenzae b (Hib), all'antipolio (IPV) e all'antiepatite B (vaccino esavalente).
La vaccinazione antitetanica, a ciclo di base ultimato, conferisce una protezione pressoché totale: efficacia del 100%.
La durata della protezione nel tempo è molto lunga, almeno 10 anni, ed è ulteriormente garantita dall'esecuzione dei richiami.
Poliomielite
Nel 1999 il calendario vaccinale basato sulla sola somministrazione di vaccino antipolio orale (OPV) è stato sostituito da una schedula sequenziale, che prevedeva la somministrazione di due dosi di vaccino antipolio inattivato (IPV), seguite da due dosi di OPV.
In concomitanza con la certificazione dell’eradicazione della polio dalla Regione Europea dell’OMS, avvenuta nel giugno 2002, nell’agosto di quello stesso anno è stato adottato definitivamente un calendario basato sulla somministrazione esclusiva di IPV.
La modalità di somministrazione resta invariata per quanto riguarda le prime 3 dosi nel primo anno di vita. Per il richiamo occorre fare una distinzione (vedi Decreto Ministero Salute 15 luglio 2005, pubblicato in G.U. n.215 del 15 settembre 2005):
per i bambini nati dal 1 gennaio 2004 in poi il richiamo va praticato tra il 5° e il 6° anno di vita (e comunque, non prima che siano trascorsi 12 mesi dalla somministrazione della terza dose), insieme al richiamo del vaccino antidifterico-tetanico-pertossico e della seconda dose di antimorbillo-rosolia-parotite
per i bambini nati prima dell'1 gennaio 2004 il richiamo va praticato al 2°-3° anno di vita come in precedenza.
Con il passaggio all’IPV, sono stati introdotti sul mercato diversi prodotti combinati, che associano la componente antipolio agli altri vaccini previsti in età pediatrica (vaccino esavalente: IPV, tetano, pertosse, epatite B, Haemophilus influenzae b). Per adolescenti ed adulti sono disponibili vaccini combinati (quadrivalenti) che associano IPV a tetano, difterite e pertosse.
Epatite virale B
Nei bambini si somministrano tre dosi di vaccino al 3°, 5° e tra l'11° e il 12° mese di vita.
Nei neonati da madre infetta (HBsAg positiva) si somministrano quattro dosi: alla nascita (entro 12-24 ore), al 1°, 2° e 11-12° mese di vita; assieme alla prima dose di vaccino si somministrano al neonato anche le immunoglobuline.
Per i nati da madre HBsAg negativa, il calendario vaccinale è immutato rispetto a quanto originariamente previsto dal DM 3 ottobre 1991, con tre dosi da somministrare entro il primo anno di vita.
Come previsto dalla legge 165/1991 la vaccinazione obbligatoria degli adolescenti è terminata nel 2003, in quanto a partire da quest’anno i dodicenni appartengono ad un classe di nascita già vaccinata nel primo anno di vita.
Negli adulti si somministrano tre dosi al tempo 0, dopo 1 mese e dopo 6 mesi dalla prima. Non sono necessari richiami.
La vaccinazione continua ad essere raccomandata ed offerta gratuitamente al personale sanitario ad altre categorie a rischio.
ADULTI
Per quanto riguarda la popolazione adulta, alcune vaccinazioni sono obbligatorie per determinate categorie di persone e di lavoratori:
la vaccinazione antitetanica è obbligatoria, oltre che per tutti gli sportivi affiliati al CONI, per i lavoratori agricoli, i metalmeccanici, gli operatori ecologici, gli stradini, i minatori e gli sterratori etc., secondo l'elenco riportato nella Legge del 5 marzo 1963, n° 292.
Il DPR n. 464 del 7 novembre 2001 ha modificato la cadenza con cui effettuare i richiami periodici della vaccinazione;
le vaccinazioni antimeningococcica, antitifica, antidiftotetanica, antimorbillo-parotite-rosolia sono obbligatorie per tutte le reclute all'atto dell'arruolamento (Decreto del Ministro della Difesa del 19 febbraio 1997).
La vaccinazione antitifica era obbligatoria per gli addetti ai servizi di approvvigionamento idrico, ai servizi di raccolta e distribuzione del latte, ai servizi di lavanderia, pulizia e disinfezione degli ospedali, per le reclute, e per altri lavoratori, ma tale obbligo è cessato con l’abrogazione del D. C. G. 2 dicembre 1926 e dell’art. 38 del D.P.R. 26 marzo 1980 n° 327, ad opera rispettivamente dell’art. 32 della Legge 27 dicembre 1997, n. 449 e dell’art. 93 della Legge 27 dicembre 2000, n° 388; l’art. 93 della legge 388/2000, comunque, conferisce alle Regioni, in casi di riconosciuta necessità e sulla base della situazione epidemiologica locale, la possibilità di disporre l’esecuzione della vaccinazione antitifica in specifiche categorie professionali.
La vaccinazione antitubercolare (BCG) era obbligatoria, secondo la legge 14 dicembre 1970 n° 1008, per il personale medico ed infermieristico, per le persone conviventi con soggetti affetti da tubercolosi, per i ragazzi di età di compresa tra 5 e 15 anni residenti in zone depresse ad elevata morbosità tubercolare (indice tubercolinico maggiore del 5% nei bambini di 6 anni), per le reclute all'atto dell'arruolamento.
Il DPR n° 465 del 7 novembre 2001, emanato ai sensi dell’ art. 93 della Legge 27 dicembre 2000, n. 388, ha stabilito che la vaccinazione antitubercolare è ora obbligatoria soltanto per il personale sanitario, gli studenti in medicina, gli allievi infermieri e chiunque, a qualunque titolo, con test tubercolinico negativo, operi in ambienti sanitari ad alto rischio di esposizione a ceppi multifarmacoresistenti, oppure che operi in ambienti ad alto rischio e non possa essere sottoposto a terapia preventiva, perché presenta controindicazioni cliniche all’uso di farmaci specifici.
Fonte: Piano nazionale vaccini 2005-2007
VACCINAZIONI FACOLTATIVE
* vaccinazione singola anti-pertosse
* vaccinazione singola anti-morbillo
* vaccinazione singola anti-parotite
* vaccinazione singola anti-rosolia
* accinazione anti-haemophilus B
* vaccinazione anti-influenzale
VACCINAZIONI SPECIALI
Tratto dal Sito di Pediatria On Line
* vaccinazione anti-meningococco
* vaccinazione anti-tifica
* vaccinazione anti-tubercolare
* vaccinazione anti-rabbica
* vaccinazione anti-epatite A
* vaccinazione anti-varicella
* profilassi anti-amarillica
* vaccinazione anti-colera
* vaccinazione anti-vaiolosa
A proposito di MALARIA leggete anche qui:
* World Health Organization Division of Control Tropical Disease
* Ipotesi di un vaccino
* Situazione attuale della malaria
* ACUFENI TINNITUS. Messaggi - Commenti - Discussioni sugli ACUFENI (sito in
italiano/inglese)
Vaccinazioni obbligatorie per determinate categorie di persone e di lavoratori
Tratto dal Sito del Ministero della Sanità
Prendendo in considerazione la popolazione adulta, alcune
vaccinazioni sono obbligatorie per determinate categorie di persone e di lavoratori:
la vaccinazione antitetanica
è obbligatoria, oltre che per tutti gli sportivi affiliati al CONI, per
i lavoratori agricoli, i metalmeccanici, gli operatori ecologici, gli stradini,
i minatori e gli sterratori, etc., secondo l'elenco riportato nella Legge del
5 marzo 1963, n° 292;
la vaccinazione antitifica
è obbligatoria per gli addetti ai servizi di approvvigionamento idrico,
ai servizi di raccolta e distribuzione del latte, ai servizi di lavanderia,
pulizia e disinfezione degli ospedali, per le reclute, etc (D. C. G. 2 dicembre
1926 - D.P.R. 26 marzo 1980 n° 327, art. 38);
la vaccinazione antitubercolare (BCG)
è obbligatoria per il personale medico ed infermieristico, per le persone
conviventi con soggetti affetti da tubercolosi, per i ragazzi di età
di compresa tra 5 e 15 anni residenti in zone depresse ad elevata morbosità
tubercolare (indice tubercolinico maggiore del 5% nei bambini di 6 anni), per
le reclute all'atto dell'arruolamento (L. 14 dicembre 1970 n° 1008);
le vaccinazioni antimeningococcica, antitifica, antidiftotetanica, antimorbillo-parotite-rosolia
sono obbligatorie per le reclute all'atto dell'arruolamento.
Queste vaccinazioni sono state abolite per i lavoratori a rischio dalla Legge
Finanziaria 2001Vaccinazioni raccomandate per determinate categorie di persone
e di lavoratori
Oltre alle vaccinazioni obbligatorie, esistono anche vaccinazioni raccomandate
per alcune categorie professionali considerate maggiormente a rischio e per
alcune categorie di persone suscettibili di andare incontro a serie complicazioni
in caso di infezione.
La vaccinazione contro l'epatite virale B
è raccomandata, e offerta gratuitamente, agli operatori sanitari e al
personale di assistenza degli ospedali e delle case di cura private, alle persone
conviventi con portatori cronici del virus dell'epatite B, agli operatori di
pubblica sicurezza, ai politrasfusi e agli emodializzati e a tutte le altre
categorie indicate nel D.M. del 4 ottobre 1991.
La vaccinazione contro l'influenza
è raccomandata a tutte le persone di età superiore a 65 anni e
a coloro che sono sofferenti di malattie croniche e debilitanti a carico dell'apparato
cardiovascolare, broncopolmonare, renale, etc., nonché agli addetti a
servizi di pubblica utilità (Circolari emanate annualmente).
La vaccinazione antileptospira
è raccomandata ai lavoratori addetti ai servizi di smaltimento dei rifiuti
liquidi, agli sterratori, a coloro dediti per diporto ad attività in
zone "umide" o in acque dolci (pescatori, canoisti, etc.).
La vaccinazione antitifica, così come quella antiepatite virale A e B,
l'antipoliomielitica, l'antitetanica, l'antirabbica,
può essere indicata per i viaggiatori che si rechino all'estero in zone
endemiche o comunque considerate a rischio.
Il regime d'obbligo, comunque, non costituisce necessariamente
una classificazione di maggior pericolosità delle malattie per la cui
prevenzione vengono effettuate, rispetto alla sola raccomandazione; piuttosto,
l'obbligatorietà è stata determinata da particolari atteggiamenti
culturali storicamente presenti al momento della loro introduzione.
Ciò, è ben rappresentato dalla gratuità di tutte le vaccinazioni
effettuate nell'interesse della salute pubblica e nell'obbligo della loro offerta
attribuito ai Servizi territoriali, come previsto dalla recente Circolare n°
13 del 6 giugno 1995.
Vaccini
e allergie
Gli anticorpi circo]anti nel sangue si
dividono in diverse catergorie con funzioni diverse:
A/lg G / Ig Ig M / Ig E.
Le Ig G sono la categoria più importante nella difesa dalle malattie
infettive in quanto danno una risposta tardiva alle tossine batteriche, mentre
le Ig M danno una risposta ai germi circolanti.
Le IgA sono presenti nelle secrezioni, nella respirazione, nel sudore, nelle
lacrime e nel colostro.
Le Ig E infine sono uno degli indici più fedeli della tendenza allergica
dell'organismo: più il livello delle Ig E è elevato, più
è probabile che l'organismo possa sviluppare malattie allergiche (per
esempio dermatite atopica, orticaria, rinite allergica e asma).
Uno degli esami più comuni per valutare l'esistenza delle allergie è
infatti il RAST, che misura il livello nel sangue delle Ig E specifiche contro
certi antigeni (per esempio graminacee, pelo di gatto, acaro della polvere ecc.).
È opinione comune che i vaccini creino nell'organismo una risposta immunologica
simile a quella sviluppata dalla malattia per cui ci si vaccina, e a dimostrazione
di ciò per validare l'efficacia dei vaccini si misura il livello delle
Ig G che il sistema immunitario ha creato contro l'antigene virale o batterico
introdotto. Pochi sanno, però, che la maggior parte dei vaccini fanno
aumentare anche il livello delle Ig E specifiche contro l'antigene introdotto
dal vaccino: questo significa che i vaccini fanno aumentare la tendenza allergica
dell'organismo, ed infatti alcuni studi specifici hanno dimostrato una relazione
fra aumento delle Ig E e la comparsa di effetti collaterali post-vaccinale.
La dimostrazione che vaccini di uso comune facciano aumentare il livello di
anticorpi indici di malattie allergiche (come documentato dai lavori scientifici
fatti sui vaccini antidifterico, antitetanico e antiinfluenzale) conferma la
presenza di un chiaro rischio per la salute dei bambini; inoltre, questo elemento,
insieme alle allergie indotte dal thimerosal e da altri conservanti presenti
nei vaccini, permette di cominciare a spiegare il meccanismo con cui i vaccini
divengono fattori casuali scatenanti di malattie allergiche acute, ma sopratutto
croniche
Da anni i medici omeopatici hanno sostenuto questa tesi, infatti ad una attenta
anamnesi molto spesso i fenomeni allergici hanno inizio subito dopo somministrazioni
vacciniche.
Ovviamente la vaccinazione non può considerarsi l'unica causa responsabile
della reazione allergica, molto spesso cooperano nel meccanismo disregolativo
immunitario intolleranze alimentari, tra cui emerge in maniera rilevante l'intolleranza
al latte vaccino correlata ad un troppo precoce incontro , in età neonatale,
del sistema immunitario intestinale con le molecole del latte di mucca.
A questo deve aggiungersi lo stravolgimento delle catene alimentari che danno
, ad esempio, pesce allevato con soja, spesso transgenica incrociata con la
noce brasiliana, per cui non sappiamo più se una allergia o intolleranza
sia dovuta al pesce, alla soja o alla noce.
Per non parlare poi dell'uso massivo di antibiotici, ormoni ed altre sostanze
farmacologiche negli allevamenti animali e di antiparassitari e concimi chimici
negli alimenti vegetali.
In tutto questo discorso i vaccini si introducono come fattori di squilibrio
del sistema immunitario capaci di dare evidenza a fattori immunitari latenti
mediante l'aumento delle IgE e attraverso sostanze allergizzanti contenute nei
vaccini come conservanti tra le quali la più diffusa e dannosa è
costituita dal Thimerosal.
Molteplici studi testimoniamo in modo inequivocabile che il Thimerosal, presente
come conservante mercuriale in tantissimi vaccini, induce allergie e asma.
Il Department of Dermatology di New Orleans in Louisiana sul Dermatol. Clin.
gennaio l990 [8(1):161-4] sostiene che l'ipersensibilità al thimerosal
nei vaccini induce reazioni locali persistenti, eruzioni orticarioidi ed esantemi
generalizzati, e, nel caso del vaccino anti-epatite B orticaria con asma.
Il risultato è che c'è sempre più una elevata percentuale
di bambini che viene riscontrata positiva. A questo punto ci si deve chiedere
perchè un bambino è diventato allergico al thimerosal, quando
ne è venuto a contatto e di conseguenza dove si trova il thimerosal.
Il thimerosal è un conservante anti-batterico che si trova quasi esclusivamente
nei vaccini (fino a qualche tempo fa, si trovava anche nei liquidi di lavaggio
delle lenti a contatto di certo poco diffuse trai bambini. Si deve dedurre che
tutti i bambini positivi al positivi al patch-test per il thimerosal, lo sono
diventati a causa delle vaccinazioni come afferma anche il lavoro scientifico
della Clinica Dermatologica di New Orleans.
Quali sono dunque i fattori che rendono allergizzante una sostanza? Essi possono
essere:
• 1. intrinseci alla sostanza,
• 2. alla frequenza di somministrazione,
• 3. in rapporto alla via di somministrazione,
• 4. all'equilibrio del sistema immunitario ricevente.
Se esaminiamo il Thimerosal in base a questi dati possiamo constatare che si
tratta di una sostanza ad alto potere allergizzante, da alcuni studi definita
tossica, che viene introdotta nel sangue con i vaccini superando quindi prepotentemente
le barriere fisiologiche, in un'epoca di notevole immaturità del sistema
immunitario (primi mesi di vita) e per di più il contatto con la sostanza
è ripetuto più volte con i richiami del vaccino.
Non è da sottovalutare neanche il fatto che il Thimerosal contiene circa
il 50% di mercurio che come tutti i metalli pesanti viene eliminato molto lentamente
dall'organismo.
Spesso viene detto che il thimerosal è contenuto in quantità troppo
basse per potere dare allergie: ciò è chiaramente errato, sia
per il concetto che non è la quantità a determinare l'allergizzazione,
sia per l'evidenza degli studi clinici sulla positività del pach-test
al Thimerosal dopo vaccinazione.
Dalla letteratura scientifica medica risulta che il Thimerosal può causare:
• allergie cutanee: orticaria, dermatiti, dermatite atopica, eczemi;
• allergie alle mucose: rinite allergica, congiuntivite allergica;
• asma;
• ostruzione laringea acuta (laringospasmo);
• anafilassi.
Risulta quindi assurdo continuare a vaccinare in massa i bambini con sostanze
altamente allergizzanti e potenzialmente tossiche facendo aumentare la percentuale
di bambini allergici.
Occorre fare un appunto finale sull'uso sconsiderato che si fa dei vaccini in
epoca attuale e sopratutto sulla loro combinazione multipla nei primi mesi di
vita quando il sistema immunitario è ancora immaturo e non pronto ad
aggressioni che facilmente ne alterano i delicatissimi equilibri.
Il Giappone già dal 1993 ha eliminato gli obblighi vaccinali non essendo
in grado di valutare il rapporto reale tra vantaggi e danni, ed ha quindi lasciato
la valutazione al libero arbitrio del medico curante e dei genitori.
Esistono infatti nel mondo migliaia di procedimenti legali per richieste di
risarcimento da danni da vaccino. Da casi di morte e invalidità, a problemi
neurologici tra i quali il problema dell'aumento delle IgE causa di allergia
si pone senza dubbio in secondo piano.
Studi recenti in Italia ed in Francia hanno dimostrato i pericoli legati alla
vaccinazione per l'epatite B che può avviare verso patologie autoimmunitarie
del sistema nervoso centrale per slatentizzazione di un danno autoimmunitario
preesistente, dovuta all'azione dei DNA virus. Obbligatoria solo in Italia e
negli Usa (dove per altro è facilmente evitabile con l'obiezione di coscienza)
non ha significato in fasce di età infantili in cui non ci si scambiano
siringhe infette ne si hanno rapporti sessuali.
Un discorso a parte meriterebbe l'uso sempre più frequente dei vaccini
per le malattie esantematiche. A questo proposito già Nicola Pende, scopritore
dell'endocrinologia affermava che le malattie infantili purificano la massa
ereditaria. Se si ostacola la loro formazione, si impedisce anche la liberazione
del corpo da tossine ereditarie. Similmente la saggezza popolare ha da sempre
visto nelle malattie esantematiche un momento di crescita psicologica del bambino.
Non a caso gli esantemi si presentano prevalentemente nell'età infantile.
Ogni esantema permette uno sblocco energetico profondo che non avviene con la
vaccinazione, infatti la differenza tra malattia naturale e vaccinazione è
nell’apporto di tossine progressivo e relativamente lento nella malattia
naturale dovuto alla lenta incubazione.
Nella vaccinazione, invece, l’irruzione eterogena è brutale ed
istantanea di conseguenza la matrice deve sottoporsi ad un lavoro notevolissimo
che conduce a quella disfunzione cronica degenerativa chiamata dagli omeopati
"sicosi". La moderna immunologia ha in realtà confermato l'importanza
delle malattie esantematiche nella maturazione e rafforzamento del sistema immunocompetente.
Appendice:
Nomi commerciali italiani di alcuni vaccini contenenti il thimerosal?
anatoxal dite berna bambini: vaccino anti-difterico ed antitetanico
dif-tet-al vaccino anti-difterico ed antitetanico
h- adiftetal vaccino antidifterico
imovax d.t.: vaccino antidifterico ed antitetanico
vaccino difto-tetano isi vaccino antidifterico ed antitetanico
adifteper vaccino antidifterico, tetanico, pertossico
anatoxal diteper berna vaccino antiditterico, tetanico, pertossico
imovax dtp vaccino antidifterico, tetanico, pertossico
vaccino d.p.t. isi
vaccino antidifterico, tetanico, pertossico
acelluvax dpt vaccino (antipertossico acellulare)
engerix- b vaccino antiepatite B
recombivax Hb vaccino antiepatite B
tetract- hib d.c vaccino anti-difterite,haemophilus influenzae, pertosse, tetano
Studi scientifici che evidenziano il rapporto tra
aumento delle allergie e vaccinazioni. 1 -Title Booster vaccination against
diphtheria and tetanus in man. Comparison of calcium phesphate and aluminium
hydroxide as adjuvants--II. Author Aggerbeck H; Fenger C; Heron I Address Statens
Seruminstitut, Bacterial Vaccine Department, Copenhagen, Denmark.
Source: Vaccine, 1995 Oct, 13:14, 1366-74 Abstract2 -Title
Boester vaccination against dipbtheria and tetanus in man. Comparison of three
different vaccine formulations--llI.
Author Aggerbeck H; Wantzin J; Heron I
Address Statens Serum Institut, Copenhagen, Denmark. Source Vaccine, 1996 Sep,
l 4: 13, 1265-72
3 -Title
Induction of l;gE antibody production in mice with different DPT-vaccine preparations.
Author Naito S; Takahashi M; Ishida S; Uchida T
Address Department of SaLety Research on Biologics, National Institute of Health,
Tokyo. Source: Jpn J Med Sci Biol, 1995 Apr, 48:2, 117-224 -Title
Immunoglobulin E responses to diphtheria and tetanus toxoids after booster with
aluminium-adsorbed and Iluid DT-vaccines.
Author: Mark A; Bjorksten B; Granstrom M
Author Affiliation: Department of Paediatrics, University of Goteborg, Ostra
Hospital, S`veden. Source: Vaccine 1995 May;13(7):669-73
5 -Title
1The vaccination of children with allergic diseases with reduced doses of adsorbed
DT-m anatoxin]
Author: Kostinov MP; Balabolkin II; Maksimova NM; Gervazieva VB; Egor'kov NA;
Ovsiannikova IG, Lobanova AN Source: Pediatriia 1991;(8):26-33 Abstract:
6 -Title
Serological e~amination of Ig~ and IgG-specific antibodies to egg protein during
influenza virus immunization.
Author: Yarnane N, Uemura H
Autor Aff~liation: Department of Laboratory Medicine, Kumamoto University Medical
School, Japan.
Source: Epidemiol Infect 1988 Apr;100(2):291-9 Abstract:7-Title: [)Iercury as
an allergic factorl
Traduzione: n mercurio come fattore allergizzante Author Kiec-Swierczynska M
Address Przychodni Chorób Zawodowych, Instytutu Medycyny Pracy, Lodzi.
Source: Med Pr, 1996, 47:1, 77-81
8-Title: [Allergic resction to merthiolate (a disinfectant)
based on material from the Occupational Medicine Institute in Lodzl
Traduzione: Reazioni allergiche al mertiolato (un disinfettante), basandosi
su dati dell'istituto di medicina del lavoro di Lodz
Author Kieà-Swierczyoska M
Address Przychodni Chorób Zawodowych ~zpitala Klinicznego, Instytutu
Medycyny Pracy, Lodzi.
Source: Med Pr, 1996, 47:2, 125-31 Abstract
9- Title -
Specific IgE and IgG4 immune responses to tetanus and diphtheria toxoid in atopic
and nonatopic children during the first two years
Author: Dannemann A; van Ree R; Kulig M; Bergmann RL; Bauer P; Forster J;GuggenmoosHolzmann
I; Aalberse RC; Wahn U.
Address University Childrents Hospital,Virchow-Clinic Berlin, Germany. Source:
Int Arch Allergy Immunol, 1996 Nov, 111:3,262-7
10 Title -
Food allergy to gelatin in children with systemic immediate-type I reactions,
including anaphylaxis, to vaccines
Author: Sakaguchi M; Nakayama T; Inouye S
Address: Department of Epidemiology, National Institute of Health, Tokyo, Japan.
Source:JAllergyClinImmunol, 1996 Dec,98:óPt l, ]058-6111- Tille
Immuneglobulin E responses to diphtheria and tetanus toxoids after booster witb
aluminium-adsorbed and fluid DT-vaccines.
Author: Mark A; Bj&ournl;
Address: Department of Paediatrics, University of Goteborg,Ostra Hospital, Sweden.
Source: Vaccine, 1995 May, 13:7, 669-73
12-Title
Risk factors for invasive Haemophilus influenzae disease among children 2- 16
years of age in the vaccine era, Switzerland 199l-1993. The Swiss H. Influenzae
Study Group.
La
vaccinazione omeopatica
Relazioni malattia-rimedio
preventivo omeopatico:
pertosse: pertussinum
difterite: diphtherinum
morbillo: morbillinum
poliomielite: lathyrus sativus
tetano: tetanus toxin
orecchioni: parotidinum
rosolia: rubella
Programma tipo "siero-profilassi" quando si
è esposti all'infezione:
pertosse pertussinum 200 K due volte alla settimana per 2 settimane, dopo il
contatto con il portatore
tetano ledum palustre 30 CH ogni 12 ore per tre giorni dopo la lacerazione cutanea
difterite diphtherinum 200 K una dose a settimana per 4-6 settimane in corso
di epidemia di difterite
morbillo morbillinum 200 K una dose a settimana durante una epidemia
orecchioni parotidinum 200 K una dose a settimana durante una epidemia o dopo
il contatto con il portatore
rosolia meglio prendersi l'infezione naturale; in alternativa rubella 200 K
o pulsatilla 30 CH due volte a settimana.
Prevenzione antinfluenzale:
Mucozinum 200 plus - una dose tutte le domeniche 2 ore dopo cena da metà settembre
Sint 6 complex nos Common Colds Nelson - una compressa sotto la lingua tutti i giovedì sera 2 ore dopo cena da metà settembre
Altri rimedi ad azione antivirale:
Oscillococcinum 200 k
Omeogriphi Guna
Engystol Heel
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CONVEGNO PEDIATRIA MULTIDISCIPLINARE 2003
SERVIZI PUBBLICI DI MEDICINA NON CONVENZIONALE
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per saperne di più consultate i seguenti siti:
www.sponzilli.it